Candido Cannavò: Dalla Redazione de La Sicilia alla Direzione della Gazzetta dello Sport (1928-2009)

Nato a Catania il 29 novembre 1928 e scomparso a Milano il 22 febbraio 2009, Candido Cannavò è unanimemente riconosciuto come una delle figure più autorevoli, illuminate e amate del giornalismo sportivo e civile italiano del Novecento.

Discendente da parte di madre del celebre compositore catanese Vincenzo Bellini e rimasto orfano di padre all’età di cinque anni, Cannavò si avvicinò giovanissimo allo sport come atleta (praticando atletica leggera come mezzofondista di livello nazionale e pallavolo) e ricoprì l’incarico di presidente del CUS Catania dal 1952 al 1955, prima di consacrarsi definitivamente alla scrittura giornalistica.


1. Gli Esordi a “La Sicilia” e le Cronache al Cibali (1949–1955)

Nel 1949, a soli diciannove anni, venne assunto come praticante nella redazione de La Sicilia:

  • Per quasi un ventennio seguì costantemente il Calcio Catania in casa e in trasferta, raccontando con prosa lirica ed etica la storica scalata della squadra allenata da Carmelo Di Bella in Serie A nei primi anni Sessanta.
  • Fu tra i primi cronisti a esaltare la dimensione sociale ed identitaria del tifo etneo, evidenziando come le vittorie del Catania rappresentassero un momento di riscatto culturale per l’intera isola.

2. La Direzione de “La Gazzetta dello Sport” (1983–2002)

Entrato a La Gazzetta dello Sport nel 1955 come corrispondente da Catania, ne divenne inviato speciale (seguendo 9 Olimpiadi, i Mondiali di calcio e oltre trenta Giri d’Italia), caporedattore, vicedirettore nel 1981 e infine direttore responsabile nel 1983, mantenendo la guida della Rosea per ben diciannove anni fino al 2002:

  • Sotto la sua direzione, la testata raggiunse record storici di tiratura e diffusione, affermandosi stabilmente come il quotidiano più venduto d’Italia.
  • Nonostante il prestigio internazionale, Cannavò mantenne sempre un legame viscerale ma rigorosamente critico con Catania. Celebre fu la sua assoluta indipendenza di giudizio nei confronti del presidente Angelo Massimino, al quale non risparmiò mai verità scomode e rilievi severi nei momenti di disordine gestionale, incarnando una deontologia aliena da ogni campanilismo acritico.

3. Impegno Civile e Riconoscimenti di Stato

Insignito del prestigioso Premio Saint-Vincent al Quirinale il 28 settembre 2006 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Collare d’Oro al Merito Sportivo del CONI, Cannavò è stato autore di memorabili saggi sulla legalità, sui giovani e sulla disabilità (Pretacci, E li chiamano disabili e Una vita in rosa).

Tumulato al Cimitero Monumentale di Milano, a Catania gli sono stati intitolati una piazza sul lungomare cittadino e il parco urbano di San Nullo.


4. Collegamenti e Voci Correlate


Fonti e Bibliografia

  1. Candido Cannavò, Una vita in rosa, Rizzoli, Milano, 2002. ISBN 978-88-17-87050-4.
  2. Domenico Tempio, La Sicilia: 70 anni di cronache, battaglie e passione civile (1945-2015), Domenico Sanfilippo Editore, Catania, 2015.
  3. Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), Albo d’Oro dei Direttori e Maestri del Giornalismo, Roma, 2010.