L’Inchiesta ‘I Treni del Gol’ e la Rivolta Civile della Tifoseria (Estate 2015)
La mattina del 23 giugno 2015, la Procura della Repubblica di Catania e la locale Squadra Mobile e DIGOS della Polizia di Stato eseguirono sette ordinanze di custodia cautelare nell’ambito della celebre inchiesta giudiziaria denominata “I treni del gol”.
L’indagine portò agli arresti domiciliari per truffa e frode in competizioni sportive (art. 1 L. 401/1989) del presidente del Calcio Catania Antonino Pulvirenti, dell’amministratore delegato Pablo Cosentino, del direttore sportivo Daniele Delli Carri e di vari intermediari del mondo delle scommesse clandestine, accertando l’avvenuta alterazione fraudolenta di almeno cinque match del campionato di Serie B 2014-2015 (Varese, Trapani, Latina, Ternana, Livorno) dietro il pagamento di circa 100.000 euro a partita per scongiurare la caduta in terza serie.
La notizia provocò un’ondata di indignazione senza precedenti tra la gente di Catania, sancendo la rottura immediata e irreversibile tra la dirigenza societaria e l’intera comunità dei sostenitori.
Scheda Sinottica Giudiziaria e di Ordine Pubblico
- Codice Scheda:
SCHEDA-2015-TRENI-GOL- Periodo Operativo: 23/06/2015 – Luglio 2015.
- Teatri dell’Azione: Catania (Piazza Cavour/Borgo, Via Etnea, Piazza Duomo e Palazzo degli Elefanti).
- Tipologia / Natura Evento: Gravissima frode societaria e sportiva, dissenso di massa, cortei urbani ad alta densità partecipativa, difesa della dignità e della matricola 11700.
- Misure Cautelari e Provvedimenti Sportivi: Arresti domiciliari per i vertici dirigenziali; declassamento d’ufficio del club all’ultimo posto della Serie B 2014-2015 e retrocessione in Lega Pro con -12 punti di penalizzazione (poi ridotti a -9) e 150.000 euro di ammenda; inibizione per 5 anni a Pulvirenti.
- Gestione di Pubblica Sicurezza: Monitoraggio pacifico e continuo dei cortei da parte della Questura di Catania senza scontri fisici, a fronte di una mobilitazione civile impeccabile che rifiutò ogni complicità con la proprietà corruttrice.
- Fonti Documentali: Tribunale di Catania, Comunicati Ufficiali FIGC, La Sicilia, La Gazzetta dello Sport, NewSicilia.
1. La Reazione della Piazza: Il Grande Corteo di Piazza Cavour
A differenza di altre piazze calcistiche che in analoghe circostanze tentarono di minimizzare o giustificare gli illeciti dei propri patron, il popolo rossazzurro assunse una postura di netta e intransigente condanna morale e civile:
- La Mobilitazione del 25 Giugno 2015: A quarantotto ore dagli arresti, oltre cinquemila persone — tra esponenti della Curva Nord, della Curva Sud, club di provincia, famiglie e anziani tifosi — si radunarono spontaneamente in Piazza Cavour (il tradizionale “Borgo”).
- Il Corteo Lungo Via Etnea: Un immenso corteo scese lungo la principale arteria cittadina senza scandire cori violenti ma intonando inni per la maglia rossazzurra e impugnando striscioni inequivocabili: “Il Catania siamo noi, Pulvirenti e Cosentino mai più”, “La fede non si compra con i treni del gol” e “Difendiamo la matricola 11700”.
- Il Presidio al Palazzo Municipale: La manifestazione raggiunse Piazza Duomo e si arrestò davanti a Palazzo degli Elefanti, chiedendo l’intervento del Sindaco di Catania e delle istituzioni locali affinché garantissero l’estromissione immediata di tutti i soggetti indagati dalla gestione della società.
2. Il Verdetto della Giustizia Sportiva e il Crollo nella Terza Serie
Sul fronte della giustizia disciplinare, la FIGC intervenne con la massima celerità:
- La Confessione: Dinanzi al Procuratore Federale Stefano Palazzi, Antonino Pulvirenti ammise gli addebiti, sostenendo di aver comprato le partite “per salvare il Catania dalla retrocessione e tutelare gli investimenti societari”.
- Le Sanzioni del Tribunale Federale Nazionale (TFN): Con sentenza dell’agosto 2015 confermata dalla Corte Federale d’Appello, il Catania venne retrocesso all’ultimo posto del campionato di Serie B 2014-2015 e collocato in Lega Pro per la Stagione 2015-2016 con una pesante penalizzazione iniziale di 12 punti (successivamente ridotta a -9 dal Collegio di Garanzia dello Sport del CONI) e un’ammenda pecuniaria di 150.000 euro.
- La Discesa nel Baratro: La vicenda segnò l’inizio del tracollo finanziario ed economico dell’era Pulvirenti-Cosentino, innescando anni di agonia gestionale e contenziosi che avrebbero condotto al dissesto, al concordato preventivo e infine al fallimento del Calcio Catania S.p.A. nel dicembre 2021.
3. Dinamica Sociologica del Tifo Organizzato
L’estate del 2015 è considerata dagli analisti sociologici dello sport come un esempio di straordinaria maturità civile delle curve etnee. Rifiutando qualsiasi compromesso con i vertici proprietari, la tifoseria dimostrò che il legame identitario col club trascendeva le categorie sportive e le figure temporanee di presidenti e dirigenti:
- Non si registrarono atti di vandalismo o danneggiamento urbano.
- Venne inaugurata la stagione dello striscione unitario della Curva Sud Estrema Appartenenza, destinato a rappresentare l’attaccamento incondizionato alla maglia indipendentemente dai teatri della Serie C o dei dilettanti.
Fonti e Rassegna Documentale
- Tribunale di Catania - Ufficio del G.I.P., Ordinanza applicativa di misure cautelari nell’ambito del procedimento “Treni del gol”, Catania, 23 giugno 2015.
- Corte Federale d’Appello FIGC, Sentenza sul declassamento del Calcio Catania S.p.A. dal campionato di Serie B alla Lega Pro con punti di penalizzazione, Comunicato Ufficiale N. 017/CFA, Roma, agosto 2015.
- La Sicilia, Corteo pacifico di cinquemila catanesi: “La matricola 11700 non si infanga”, 26 giugno 2015.
- La Gazzetta dello Sport, Catania retrocesso in Lega Pro con 12 punti di penalità: 5 anni di stop a Pulvirenti, 21 agosto 2015.
- NewSicilia, La città reagisce allo scandalo scommesse: il lungo corteo da Piazza Cavour al Municipio, 25 giugno 2015.
