La Tragedia del Custode del Cibali: Catania-Perugia 1983
La vicenda del “custode del Cibali” rappresenta una delle pagine più drammatiche, surreali e feroci della storia degli stadi italiani: un fatto di sangue consumatosi domenica 12 giugno 1983 allo Stadio Cibali a pochi minuti dal fischio d’inizio dell’ultima giornata del campionato di Serie B tra Catania e Perugia.
1. La Genesi: L’Abitazione Sotto la Curva Sud
Per comprendere l’incredibile genesi della tragedia occorre considerare la peculiare struttura architettonica del vecchio stadio Cibali:
- L’alloggio di servizio di Angelo Grasso (53 anni, padre di undici figli e custode dell’impianto municipale da oltre quattordici anni) era ricavato esattamente sotto i gradoni della Curva Sud, il settore più incandescente e gremito del tifo popolare.
- Per anni, durante le partite domenicali, la famiglia del custode era stata bersaglio delle intemperanze e delle vessazioni di gruppi di giovani facinorosi assiepati sopra l’abitazione: sputi, detriti, insulti e minacce continue che avevano progressivamente esasperato l’uomo.
2. La Follia delle 16:30: Gli Spari sulla Folla
Il 12 giugno 1983 lo stadio Cibali era colmo all’inverosimile con oltre 35.000 spettatori: il Catania di Gianni Di Marzio si giocava l’accesso agli spareggi per la Serie A.
Alle ore 16:30 esatte, esasperato dall’ennesima pioggia di insulti e oggetti piovuta dagli spalti fin dentro il cortile dell’alloggio, Angelo Grasso perse completamente il lume della ragione:
- Rientrò in casa, imbracciò il proprio fucile da caccia calibro 12 a canne mozze regolarmente denunciato e uscì all’esterno.
- Puntò l’arma verso l’alto e fece fuoco ripetutamente ad alzo zero contro la calca umana assiepata sulle gradinate della Curva Sud.
- Il bilancio fu agghiacciante: un colpo centrò in pieno petto Lorenzo Marino, 38 anni, ex guardia giurata e padre di due figli, uccidendolo all’istante. Le indagini della Questura accerteranno che Marino era completamente estraneo a qualsiasi provocazione, trovandosi casualmente sulla traiettoria del fuoco.
- Altri 32 tifosi rimasero feriti, alcuni in modo gravissimo da schegge e pallini da caccia.
3. La Partita Surreale e la Giustizia
In un clima irreale e di terrore collettivo, per scongiurare una rivolta popolare di dimensioni incontrollabili che avrebbe travolto l’intero impianto, le autorità di pubblica sicurezza decisero di far disputare regolarmente la partita:
- Il Catania, scosso dal dramma, andò in svantaggio per la rete del perugino Amenta, ma riuscì a rimontare nella ripresa vincendo per 2-1 con i gol di Mastalli e Mosti, conquistando gli spareggi di Roma che il 25 giugno avrebbero regalato la Serie A.
- Angelo Grasso venne immediatamente disarmato e arrestato. Il 10 ottobre 1985, la Corte d’Assise di Catania lo condannò a 13 anni di reclusione per omicidio volontario ed eccidio colposo.
Fonti Certificate
- Perugia24, La tragedia di Catania-Perugia del 12 giugno 1983: una giornata che sconvolse il calcio, 2021.
- TuttoMercatoWeb, Giorno di ordinaria follia: la tragedia di Catania-Perugia dell’83, 2021.
- La Redazione, Storie di Stadio: 12 giugno 1983, assassinio al Cibali, 2019.
- Antonio Buemi et al., Tutto il Catania minuto per minuto, GEO Edizioni, 2011.