Il Rifiuto dell’Atletico Catania e la Fedeltà in Eccellenza (1993-1994)
Il rifiuto dell’Atletico Catania e la mobilitazione popolare nel campionato di Eccellenza 1993-1994 costituiscono uno degli episodi più significativi di difesa dell’identità storica e simbolica da parte di una tifoseria nel calcio europeo contemporaneo. Nell’estate del 1993, di fronte al tentativo della FIGC di radiare il Calcio Catania S.p.A. (Caso Catania 1993) e alla contestuale creazione a tavolino in Serie C1 dell’Atletico Catania tramite il trasferimento del titolo sportivo della Leonzio da Lentini nel capoluogo etneo, la Curva Sud, la Curva Nord e l’intera cittadinanza boicottarono in massa la nuova società di terza serie, stringendosi attorno al vecchio Catania di Angelo Massimino declassato in sesta divisione regionale (Eccellenza Sicilia 1993-1994) e garantendo allo Stadio Cibali una media di circa 9.000 spettatori a partita.
Significato Sociologico della Scelta del 1993
Posta dinanzi al bivio tra una categoria professionistica pronta all’uso ma priva di radici (Atletico Catania in Serie C1) e la sesta serie dilettantistica regionale in cui era stata confinata la storica matricola federale 11700 fondata nel 1946, la comunità rossazzurra scelse senza esitazioni la continuità della memoria storica, decretando il fallimento sociale dell’operazione sostitutiva.
La Crisi dell’Estate 1993: Tra Tribunali e Tentativo di Sostituzione
Nel luglio del 1993 il Consiglio Federale della FIGC presieduto da Antonio Matarrese deliberò la revoca dell’affiliazione (radiazione) del Calcio Catania S.p.A. per un ritardo formale di 48 ore nella regolarizzazione della fideiussione Fincomer da 800 milioni di lire necessaria per l’iscrizione alla Serie C1.
Mentre il presidente Angelo Massimino impugnava il provvedimento espulsivo dinanzi al TAR Sicilia – Sezione di Catania e al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) (Contenzioso FIGC dell’estate 1993), l’imprenditore Franco Proto — già presidente del Catania tra il 1988 e il 1992 e all’epoca proprietario della S.S. Leonzio 1909 di Lentini militante in Serie C1 — trasferì la sede e il titolo sportivo del club lentinese a Catania, mutandone la denominazione in Atletico Catania e adottando anch’esso colori rosso e azzurri con l’obiettivo dichiarato di raccogliere l’eredità calcistica cittadina.
La Risposta delle Curve e il Paradosso dello Stadio Cibali
La reazione del movimento ultras — guidato in Curva Sud dalla Falange d’Assalto di Francesco “Ciccio” Famoso e dagli Irriducibili 1991, e in Curva Nord dai collettivi giovanili del settore — fu immediata e unanime:
- Cortei Cittadini e Presidi per la Matricola 11700: Migliaia di tifosi scesero in piazza lungo via Etnea e davanti al Palazzo degli Elefanti per sostenere la battaglia legale di Massimino al TAR e ribadire che l’unico Catania legittimo era quello identificato dalla matricola 11700 nata il 24 settembre 1946 (Club Calcio Catania).
- Diserzione Totale delle Gare dell’Atletico Catania: Quando in agosto i giudici amministrativi imposero alla FIGC di mantenere in vita la matricola 11700 e la Federazione, per ritorsione, iscrisse il Calcio Catania S.p.A. nel campionato regionale di Eccellenza Sicilia 1993-1994 (Girone B), i gruppi organizzati proclamarono il boicottaggio integrale dell’Atletico Catania.
- Esodo Popolare sui Campi Dilettantistici Siciliani: Nella stagione 1993-1994 si verificò allo Stadio Cibali un paradosso sociologico senza precedenti: la domenica in cui giocava l’Atletico Catania in Serie C1 contro piazze blasonate (Reggina, Avellino, Perugia, Salernitana), gli spalti restavano semideserti con poche centinaia di presenti; la domenica in cui scendeva in campo il Catania di Massimino e dell’allenatore Lorenzo Barlassina in Eccellenza contro realtà dilettantistiche quali Giarre, Gravina, Caltagirone, Orlandina o Lipari, lo stadio registrava una media di 9.000 spettatori con punte oltre le 12.000 unità e curve gremite di striscioni e bandiere.
| Società in Campo allo Stadio Cibali (1993-1994) | Categoria Disputata | Matricola e Titolo Sportivo | Risposta della Tifoseria Catanese e Affluenza Media |
|---|---|---|---|
| Calcio Catania S.p.A. (Pres. Angelo Massimino) | Eccellenza Sicilia (6º livello nazionale) | Storica Matricola FIGC 11700 (fondata nel 1946) | Adesione plebiscitaria: presenza totale di Curva Sud e Curva Nord, ~9.000 spettatori di media al Cibali ed esodi di migliaia di tifosi in tutti i campi di provincia. |
| Atletico Catania (Pres. Franco Proto) | Serie C1 — Girone B (3º livello nazionale) | Titolo sportivo trasferito dalla S.S. Leonzio 1909 (Lentini) | Boicottaggio e rigetto identitario: assenza totale dei gruppi ultras etnei e affluenze minime in uno Stadio Cibali deserto. |
Grazie a quella mobilitazione popolare — che garantì al club in sesta serie incassi da botteghino superiori a quelli della maggior parte delle società di Serie C1 — il Calcio Catania S.p.A. ottenne al termine della Stagione 1993-1994 (chiusa al 3º posto sul campo) il ripescaggio nel Campionato Nazionale Dilettanti (vinto nel 1994-1995), avviando la risalita che avrebbe riportato la matricola 11700 in Serie C2, in Serie C1 (superando proprio l’Atletico Catania) e infine in Serie B e in Serie A.
Fonti e Bibliografia
- Antonio Buemi, Carlo Fontanelli, Roberto Quartarone, Alessandro Russo, Filippo Solarino, Tutto il Catania minuto per minuto (1929–2010), GEO Edizioni, Empoli, 2010, pp. 358–365.
- La Sicilia, Il Catania riparte dall’Eccellenza ma il Cibali è da Serie A, Cronache sportive, settembre–ottobre 1993.
- Archivio Storico e Fotografico Mimmo Rapisarda, Stagione 1993-1994: il Catania in Eccellenza, mimmorapisarda.it.