Géza Kertész
Ritratto ufficiale di Géza Kertész sulla panchina del Catania — Licenza: Pubblico Dominio (Scadenza termini d’autore) — Crediti: Wikimedia Commons Contributors
Géza Kertész (Budapest, 18 novembre 1894 – Budapest, 6 febbraio 1945) è stato un calciatore, allenatore di calcio e partigiano ungherese. Maestro della celebre scuola danubiana, è passato alla storia del calcio catanese per aver condotto la Società Sportiva Catania alla prima storica promozione in Serie B nella Stagione 1933-1934 (tornando poi in panchina nel 1941-1942) e alla storia universale del Novecento come eroe e martire della Resistenza antinazista in Ungheria, fucilato nel Castello di Buda dopo aver salvato decine di cittadini ebrei e perseguitati dalla deportazione nei campi di sterminio.
Sintesi Storica e Civile
- Cicli sulla Panchina del Catania: 1933–1936 (Prima Divisione e Serie B con la SS Catania) e 1941–1942 (Serie C con l’AFC Catania).
- Traguardi Sportivi: Vincitore del Girone H e del Girone Finale A di Prima Divisione nella Stagione 1933-1934 (1ª promozione in Serie B della storia rossazzurra); 4º posto nel Girone A di Serie B 1934-1935.
- Memoria Civile: Soprannominato lo “Schindler di Catania”, a lui il Comune di Catania ha intitolato una via cittadina nel quartiere Cibali a pochi passi dallo Stadio Angelo Massimino.
La Rivoluzione Danubiana a Piazza Esposizione e la Prima Serie B (1933–1936)
Ex centrocampista del Ferencváros e della Nazionale ungherese, giunto in Italia a metà degli anni Venti per allenare Spezia, Carrarese, Catanzaro e Salernitana, Géza Kertész viene ingaggiato nell’estate del 1933 dalla Società Sportiva Catania sotto la presidenza del nobile Vespasiano Trigona, Duca di Misterbianco.
Sul terreno del Campo di Piazza Esposizione, il tecnico magiaro introduce metodologie d’allenamento moderne, il gioco palla a terra basato sul passing game danubiano e una ferrea disciplina atletica. Trascinata dalle 18 reti del giovane bomber Nicolò “Cocò” Nicolosi, da Ercole Bodini e da Renato Bianzino, nella Stagione 1933-1934 la squadra domina il Girone H di Prima Divisione (41 punti in 26 gare) e trionfa nel successivo girone finale promozione superando Savona, Biellese e Reggiana: il 1º luglio 1934 il Catania conquista la prima promozione in Serie B della sua storia, diventando la prima compagine siciliana dopo il Palermo a raggiungere la cadetteria.
Confermato in Serie B per il biennio 1934–1936, Kertész guida gli etnei a un brillante 4º posto nel Girone A della Serie B 1934-1935 (a ridosso della promozione in Serie A) e a un 8º posto nel torneo cadetto a girone unico 1935-1936, valorizzando talenti come Amedeo Biavati (futuro campione del mondo con l’Italia nel 1938) e lo stesso Nicolosi.
Il Ritorno al Cibali (1941–1942) e il Sacrificio nella Resistenza a Budapest (1944–1945)
Dopo aver allenato in Serie A e B Taranto, Atalanta e Lazio, nel 1941-1942 Kertész accetta di tornare a Catania — benché in Serie C — per il legame viscerale maturato con la città, guidando l’AFC Catania nel nuovo Stadio Cibali al 6º posto nel Girone H prima di passare alla Roma nel 1942-43.
Richiamato a Budapest nel 1943 a causa degli sviluppi bellici, dopo l’occupazione nazista dell’Ungheria (marzo 1944) e la presa del potere delle Croci Frecciate filonaziste, Kertész rifiuta ogni compromesso col regime. Insieme all’amico fraterno ed ex compagno di squadra István Tóth (ex allenatore di Triestina e Inter), fonda l’organizzazione clandestina antifascista Dallam (“Melodia”): sfruttando la perfetta conoscenza della lingua tedesca e indossando un’uniforme della Wehrmacht, preleva con falsi ordini di servizio decine di famiglie ebree e oppositori politici dai ghetti di Budapest, nascondendoli anche nella propria abitazione e fornendo loro documenti falsi per sottrarli ai treni diretti ad Auschwitz.
Tradito da un delatore, viene arrestato dalla Gestapo il 6 dicembre 1944, brutalmente torturato per due mesi senza mai rivelare i nomi dei compagni e fucilato all’alba del 6 febbraio 1945 nel cortile del Castello Reale di Buda assieme a István Tóth, appena una settimana prima della liberazione della città. Riposa oggi come eroe nazionale nel Cimitero Kerepesi di Budapest.
Riepilogo Panchine di Géza Kertész nel Catania
| Stagione | Società / Matricola | Categoria | Piazzamento / Esito | Gare Camp. (+Fin.) | V | N | P | Note Storiche |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1933-1934 | SS Catania (Pre-1946) | Prima Divisione (III) | 1º posto Gir. H e Gir. Finale A — Promosso in Serie B | 26 (+6 fin.) | 22 | 5 | 5 | Prima storica promozione in Serie B (Nicolosi 18 gol). |
| 1934-1935 | SS Catania (Pre-1946) | Serie B (Gir. A) | 4º posto (37 punti) | 29 | 16 | 5 | 8 | Miglior piazzamento cadetto pre-bellico. |
| 1935-1936 | SS Catania (Pre-1946) | Serie B | 8º posto (33 punti) + Ottavi Coppa Italia | 34 (+3 CI) | 16 | 5 | 13 | Serie B a girone unico a 18 squadre. |
| 1941-1942 | AFC Catania (Pre-1946) | Serie C (Gir. H) | 6º posto (29 punti) | 24 | 12 | 5 | 7 | Ritorno al Cibali in tempo di guerra. |
Fonti e Bibliografia
- Voce Enciclopedica Ufficiale — Géza Kertész su Wikipedia, L’enciclopedia libera.
- Antonio Buemi, Carlo Fontanelli, Roberto Quartarone, Alessandro Russo, Filippo Solarino, Tutto il Catania minuto per minuto (1929–2010), GEO Edizioni, Empoli, 2010, pp. 39–60 e 90–95.
- Roberto Quartarone, Géza Kertész, l’allenatore della prima Serie B del Catania diventato lo “Schindler ungherese”, Gariwo — La Foresta dei Giusti / Tutto il Catania minuto per minuto (tuttoilcataniaminutoperminuto.it), 2018.